Cattedrale e Campanile di San Martino

La cattedrale di San Martino, il monumento funebre di Ilaria del Carretto, il celebre Volto Santo e altri capolavori

La cattedrale di San Martino e il monumento funebre di Ilaria del Carretto

La Cattedrale di Lucca e le opere della Cattedrale

La chiesa di S. Martino, centro della spiritualità lucchese e tappa fondamentale della Via Francigena, fu fondata nel VI secolo da San Frediano, vescovo originario dell’Irlanda, e già nell’VIII secolo era divenuta cattedrale al posto dell’antichissima SS. Giovanni e Riparata.

Nel corso dei secoli subì vari rifacimenti: nel 1070 il vescovo di Lucca Anselmo da Baggio, già papa Alessandro II, inaugurò alla presenza di Matilde di Canossa il nuovo edificio, che fu poi ingrandito nel XIV e XV secolo e completato nel XVI e XVII secolo con le cappelle del Sacramento e del Santuario.

La facciata romanica colpisce per la sua asimmetria: un’arcata del portico, realizzato nel XII secolo, è più piccola per via del preesistente campanile, alto 60m e dotato di ben 7 campane. Le loggette sovrapposte su colonnine scolpite e istoriate, realizzate a partire dal 1204 da Guidetto da Como, presentano delle tarsie marmoree bicrome. I tre portali sono incorniciati da una ricca decorazione scultorea, tra cui spiccano il Ciclo dei Mesi, le Storie di San Martino e i due capolavori di Nicola Pisano, la Deposizione e l’architrave con Annunciazione, Natività e Adorazione dei Magi. Sul pilastro a ridosso del campanile si trova l’affascinante scultura del labirinto, simbolo legato al tema del pellegrinaggio e per questo presente anche in altre chiese poste lungo la via Francigena.

L’interno a croce latina con tre navate e transetto stupisce per l’atmosfera gotica dell’alta navata centrale che mescolando vetrate istoriate a finti matronei ad elementi sicuramente romanici, crea un insieme particolarmente suggestivo. La chiesa custodisce dei veri e propri capolavori tra cui il monumento funebre di Ilaria del Carretto, la Sacra Conversazione del Ghirlandaio, l’Ultima Cena del Tintoretto e la pala d’altare di Fra’ Bartolomeo. Il vero “tesoro” della cattedrale resta però il Volto Santo, il crocifisso ligneo che la Leggenda vuole scolpito da Nicodemo e dagli angeli e che attraverso i secoli continua a trasmettere con il suo sguardo un forte senso di spiritualità.

 

BIGLIETTO PER L'INGRESSO ALLA
CATTEDRALE DI SAN MARTINO

Biglietto per la visita alle opere museali

Intero: € 3,00
Gratuito: bambini sotto i 6 anni; disabili con accompagnatore.

COMBINATO
Il biglietto combinato comprende Cattedrale + Campanile + Museo + Battistero e Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata (area archeologica e campanile)
Intero: € 9,00 
Ridotto: € 6,00
Gruppi minimo 10 persone
Studenti da 6 a 25 anni
2 adulti e 1 o più bambini
Gratuito: bambini sotto i 6 anni; disabili con accompagnatore.

Biglietterie e orari del complesso

Alcune delle opere presenti all'interno della Cattedrale di San Martino di Lucca

Ilaria del Carretto - Jacopo della Quercia , 1406-1410

Il monumento funebre voluto da Paolo Guinigi, signore di Lucca, per la moglie Ilaria del Carretto, morta nel 1405, è un capolavoro della scultura quattrocentesca realizzato da Jacopo della Quercia, innovativo artista senese capace di fondere l’eleganza tardogotica con il nascente Umanesimo. Il basamento quadrangolare presenta sui lati corti una croce arborata e lo stemma dei Guinigi-Del Carretto mentre i lati lunghi si ispirano ai sarcofagi antichi con una fila di putti che reggono festoni. Sopra questa base è scolpita Ilaria distesa, i cui lineamenti e i vestiti sono resi dall’artista con una naturalezza e un’attenzione ai particolari straordinaria.

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Ultima cena - Jacopo Robusti detto “Tintoretto” e Domenico Robusti, 1594

Uno degli ultimi capolavori di Tintoretto, realizzato con l’aiuto del figlio Domenico. Una tela che contiene tutti i tratti caratteristici e innovativi di questo straordinario artista: la tavola in obliquo per creare profondità, la scena attualizzata in una taverna con due servitori e centrata sul Cristo che comunica gli apostoli ed emana una luce così forte da far spalancare le nubi tra gli angeli che accorrono. Il dinamismo dei vari atteggiamenti e delle pose degli apostoli che in abiti dai colori vivaci reagiscono all’annuncio del tradimento di Giuda. Un’inaspettata donna che allatta, simbolo del nutrimento umano contraltare di quello eucaristico.

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Madonna con il bambino e i Santi Stefano e Giovanni Battista - 1509

Pala d’altare realizzata nel 1509 da Fra Bartolomeo, uno dei maggiori esponenti del Rinascimento fiorentino. La tavola è caratterizzata da una composizione elegante ed equilibrata: al centro la Madonna con il Bambino in braccio, a sinistra S. Stefano con indosso la dalmatica e sul capo le pietre del martirio e a destra S. Giovanni Battista in atteggiamento di predicatore con la croce in mano. In alto due angeli pongono la corona sul capo della Vergine, mentre in basso un altro canta accompagnandosi con un liuto.

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Sacra conversazione - Domenico del Ghirlandaio 1479
La pala d’altare realizzata nel 1479 dal Ghirlandaio, maestro del Rinascimento fiorentino, avrà a Lucca una grandissima influenza sulla successiva produzione pittorica. Al centro di una composizione simmetrica si trova la Madonna in trono con in braccio il Bambino benedicente. Ai lati sono ritratti San Clemente, con la tiara papale, San Sebastiano, con la freccia e in primo piano, in pose monumentali, San Pietro le chiavi e San Paolo con la spada. La cromia è ricca e il pittore mostra un’attenzione ai dettagli ispirata all’arte fiamminga ed una notevole capacità nella resa psicologica dei personaggi.

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Volto Santo, prima metà dell’XI secolo
Uno dei crocifissi più venerati al mondo. Secondo la tradizione il Volto Santo fu scolpito da Nicodemo e completato da mano divina per poi giungere a Lucca nel 842 dopo un lungo viaggio per mare. Cristo è rappresentato vivo sulla Croce, vestito con una lunga tunica manicata. Il corpo è reso con pieghe ampie ma piatte mentre il capo risalta per il forte rilievo. Lo scultore che nella prima metà dell’XI secolo realizzò questa imponente opera si concentrò sulla resa dei particolari somatici di Gesù secondo l’iconografia orientale: il viso allungato, i lunghi baffi e la barba divisa in due punte. Il particolare che da secoli più impressiona l’osservatore sono i grandi occhi rotondi ed espressivi.

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Campanile della Cattedrale

La torre campanaria del XII secolo con i suoi 60 metri di altezza è la più alta della città e offre un bellissimo panorama di Lucca e del paesaggio che si estende tra i Monti Pisani e le verdi colline delle Pizzorne.

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Il campanile di San Martino si erge sul lato destro della facciata, ha base rettangolare fino ai merli ghibellini che ne adornano la cima. La parte bassa dell'edificio è uno spesso basamento in solidi blocchi di pietra di Guamo, con poche e strette aperture. L' antica porta di accesso , sormontata da un arco e dotata all'interno di una soglia in calcare bianco, si trova a diversi metri dal suolo e doveva essere provvista di una scala in legno rimovibile.

Non ci sono documenti per datare questa parte del campanile ma è evidente che sia precedente al portico della cattedrale, realizzato agli inizi del XIII secolo: l'arcata meridionale è infatti più stretta delle altre per via del campanile e crea quell'effetto di asimmetria che rende inconfondibile il duomo lucchese. La base del campanile deve dunque risalire almeno al XII secolo, quando si ergeva isolata rispetto alla facciata della cattedrale. È possibile che sia uno degli interventi avvenuti tra 1060 e 1070 per ingrandire e abbellire l'antico duomo lucchese, secondo la tradizione fondato nel VI secolo da San Frediano. Questi lavori furono promossi dal Vescovo Anselmo da Baggio, divenuto papa col nome di  Alessandro II, uno dei principali protagonisti della Riforma Gregoriana, tesa a riportare la Chiesa medievale alla spiritualità delle origini.

Su questo basamento più antico si innalzano cinque livelli, divisi da cornici marcapiano e ritmati da archetti pensili. Il numero delle aperture cresce verso l'alto, dalle monofore del primo ordine fino alle quadrifore degli ultimi due, in modo da alleggerire sempre di più la struttura e gravare meno sui piani inferiori. Nei primi tre livelli, ascrivibili alla seconda metà del XIII secolo, gli elementi architettonici come le colonne, i capitelli a stampella e gli archi sono realizzati in calcare bianco e spiccano nettamente rispetto al marrone delle murature in pietra di Guamo. Gli ultimi ordini, terminati alla fine del XIII secolo o agli inizi del successivo sono interamente costruiti in calcare bianco di San Giuliano e dovevano risaltare nel panorama lucchese per il loro candore, ben visibili anche al di fuori della mura medievali della città. All'interno si posso ancora vedere delle pietre che sporgono dal muro di fondo, un tempo utilizzate per appoggiarvi i piani.

La cella campanaria ospita sette campane: le più antiche delle quali risalgono addirittura alla fine del XIII secolo, a cui si aggiunsero nel XIV altre due campane, nel 1320 e 1324, che recano le effigi rispettivamente del Volto Santo e di Castruccio Castracani degli Antelminelli, grande condottiero ghibellino lucchese ammirato anche da Niccolò Machiavelli. Nel corso del tempo si sono poi aggiunte le altre campane nel 1473, 1626 e 1772, a scandire il tempo lucchese. Ancora oggi a mezzogiorno una delle campane di San Martino fa sentire i suoi 12 rintocchi.

Il campanile nel corso della sua storia ha subito vari restauri perché più volte danneggiato dai fulmini. Negli interventi nel 1630 e 1645 furono chiuse alcune aperture e inglobate entro pilastri di mattoni alcune colonne. Altri restauri furono fatti nel 1819 e 1830 a cui seguirono quelli dei primi del Novecento e degli anni '70. L'ultimo restauro ultimato nel 2016 ha riportato il campanile alla sua antica bellezza, liberando le colonne dai pilastrini e sostituendo un capitello con testa di leone che ora si può ammirare all'ingresso del campanile. I lavori hanno reso possibile l'apertura al pubblico che finalmente può salire ad  ammirare dall'alto un panorama straordinario che abbraccia tutta la città di Lucca.