Cappella
Sant'Ignazio

Capolavoro barocco progettato dal lucchese Domenico Martinelli, grande divulgatore dell’architettura italiana nel Nord Europa

Chiesa dei SS. Giovanni e Reparata di Lucca - Cappella Sant'Ignazio

Possiamo considerare questa cappella dedicata a S. Ignazio da Loyola, fondatore dell’Ordine gesuitico, la maggior realizzazione barocca nell’architettura sacra della città. Fu progettata da Domenico Martinelli, il più importante architetto lucchese della seconda metà del XVII secolo, molto apprezzato dalle corti europee per conto delle quali realizzò e ristrutturò palazzi, facciate e interni, divulgando lo stile dell’architettura barocca italiana.

I lavori cominciarono nel 1692 e finirono nei primi anni del XVIII secolo. L’edificio è a pianta centrale e poggia su quattro imponenti arcate: una, aperta, garantisce l’accesso dalla navata sinistra della chiesa mentre le altre tre, chiuse da un muro di fondo, incorniciano i tre altari della cappella. Sopra questi archi si innesta il tamburo che alterna quattro grandi finestre a riquadri rettangolari affrescati all’interno, mentre gli spazi di risulta triangolari tra gli archi e il tamburo sono ornati da stucchi con angeli tra le nubi. La cappella è conclusa da una cupola affrescata da camaiorese Giovanni Marracci, allievo a Lucca di Pietro Paolini e poi a Roma di Pietro da Cortona, capofila del barocco romano, il cui stile importa a Lucca. In questa sua ultima opera completata prima della morte avvenuta nel 1704, il pittore raffigura La Gloria di S. Ignazio da Loyola, con il santo ritratto inginocchiato tra le nubi e accompagnato dalle virtù teologali, Fede, Speranza e Carità, mentre viene accolto in paradiso da Cristo, caratterizzato dal modellato elegante e quasi femmineo. Sullo sfondo una teoria di angeli immersi in una luce dorata sfuma verso il centro della cupola dove si apre il lucernario che insieme alle finestre del tamburo illumina la cappella. Lo stesso autore ha realizzato la tela che abbellisce l’altare destro, San Francesco di Sales, Dottore della chiesa e Vescovo di Ginevra. Francesco fu un grande intellettuale cresciuto alla scuola dei Gesuiti; alla fine del ’500 con la sua dialettica e i suoi scritti convertiva i Calvinisti nella zona montuosa tra Francia e Svizzera. Nella tela è raffigurato mentre tiene in mano un libro e indica il crocifisso, a significare che ciò che scrive viene da Cristo, mentre gli angeli portano il cappello vescovile e il libro, simbolo di sapienza.

Sopra l’altare sinistro si trova invece l’Estasi di San Luigi Gonzaga, opera di Giovan Domenico Lombardi, il più grande artista lucchese della prima metà del XVIII secolo, capace di unire il colorismo veneto con i chiaroscuri caravaggeschi e il nascente gusto neoclassico. Al centro della tela si trova il giovanissimo Luigi Gonzaga, figlio ed erede del marchese Ferrante Gonzaga che rinunciò al potere, simboleggiato dalla corona in terra a destra, per entrare nell’Ordine gesuitico e a soli ventitré anni morì assistendo i malati di peste. In alto il sacro cuore di Gesù contornato da angeli. L’altare centrale è abbellito dalla tela dipinta dal romano Pietro Locatelli raffigurante S. Ignazio che sconfigge l’eresia, la statua pagana ai suoi piedi, nei quattro continenti antichi, personificati dai quattro personaggi accanto a lui: l’Europa in abiti romani, l’Africa con la pelle scura, l’America con il copricapo dei nativi e l’Asia con il turbante. Questa bellissima cappella con i suoi tre altari celebrava l’Ordine dei Gesuiti e le sue attività principali: la lotta all’eresia e le missioni (S. Ignazio), l’educazione e le opere spirituali (S. Francesco di Sales) e le opere di carità (S. Luigi Gonzaga).

Scheda Tecnica

Autore: Progetto di Domenico Martinelli
Cronologia: 1692- XVIII secolo, inizio.
Collocazione:Chiesa di S. Giovanni e Reparata
Tecnica: : Muratura, affresco, olio su tela

santignazio

Quest'opera è cutodita all'interno della Cattedrale di San Martino. Per orari e costi dei biglietti consultare la pagina di riferimento attraverso il link qua sotto