Complesso
archeologico

I pavimenti di una domus, i resti di un impianto termale, i mosaici della prima cattedrale e l’annesso battistero tardoantico

 Complesso Monumetale ed Archeologico dei SS. Giovanni e Reparata di Lucca

Il periodo romano è testimoniato da tre fasi: la più antica (1) consiste nei resti di una domus tardo-repubblicana (II secolo a.C.), di cui rimane parte della pavimentazione musiva nell’area del battistero; in una fase successiva (2)  (fine del I secolo a.C.) viene costruito un nuovo pavimento con inserti di pietre multicolore nell’area del transetto nord.

Alla fine del secolo successivo sull’area delle domus viene costruito un impianto termale (3) di cui si riconoscono alcuni muri, pavimenti, le basi di due colonne e delle canalette per il trasporto dell’acqua.

Tra le strutture più leggibili dell’area archeologica spiccano quelle della prima cattedrale lucchese e del suo battistero, entrambi di epoca tardoantica. Infatti entro la metà del IV secolo d.C. la primitiva comunità cristiana eresse una chiesa ad aula unica, poi divisa in tre navate, delimitata da pilastri sporgenti dal muro di fondo in laterizi, dotata di transetto  e di un’imponente abside. L’intera aula era ricoperta da mosaici, divisi in riquadri delimitati da cornici e caratterizzati ognuno da un motivo geometrico poligonale o da motivi vegetali, bianchi e neri o integrati dal verde, dal giallo e dal rosso. Il battistero era costituito da un ambiente quadrato dotato di almeno 3 absidi, con al centro il fonte battesimale di cui ancora si vede il basamento circolare. Al battistero, collegato alla cattedrale, si accedeva anche da una porta ubicata nell’abside nord, di cui rimane la soglia.

Delle fasi altomedievali, la più antica è testimoniata da una serie di sepolture longobarde di VI secolo, rinvenute sia nella chiesa che nel battistero; contemporaneamente, si procedette alla stesura di una nuova pavimentazione in opus sectile. Nell’VIII secolo venne realizzato un nuovo presbiterio e la schola cantorum (uno spazio per il coro), delimitata da un muro in ciottoli “a spinapesce”. L’intervento più significativo fu però la costruzione nella prima metà del IX secolo di una cripta sotto il presbiterio che ospitava le reliquie di San Pantaleone. Il corridoio era accessibile tramite due scale che si affacciavano sul transetto ed era illuminato da torce poste nelle apposite nicchie nel muro.

Nel corso del X secolo o all’inizio del successivo grossi interventi di ristrutturazione riguardarono la facciata della chiesa, che venne arretrata per far spazio a due presunte torri aggettanti, ancora oggi visibili; una possibile chiave di lettura è rappresentata dalla facciata turrita di tipologia nordeuropea, diffusa in epoca carolingia, il westwerk.

La fase edilizia che conclude la sequenza archeologica ebbe come scopo l’adattamento dell’antica basilica -non più cattedrale ma ancora pieve battesimale- ai lavori di costruzione della nuova fabbrica romanica: a metà dell’edificio venne eretto un muro, decorato con incisioni riecheggianti la leggenda di Santa Reparata, con lo scopo di isolare la zona ancora adibita al culto; nella zona ovest furono costruite delle grosse vasche circolari funzionali alla costruzione della soprastante fabbrica romanica, ultimata nel 1187.

Scheda Tecnica

Cronologia: Dal II secolo a.C. all’ XI d.C.
Collocazione: Sotto l’attuale piano pavimentale del complesso monumentale dei SS. Giovanni e Reparata
Tecnica: Muratura e mosaico
Dimensioni: 875m² circa

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Questo mosaico è visibile all'interno della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata di Lucca. Per orari e costi dei biglietti consultare la pagina di riferimento attraverso il link qua sotto

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